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Affaticamento visivo: come proteggere gli occhi davanti agli schermi
22 set 2026

Affaticamento visivo: come proteggere gli occhi davanti agli schermi

Trascorrere molte ore al giorno tra computer, smartphone e tablet è diventato quasi inevitabile, sia per motivi di lavoro che di svago, ma questa abitudine può avere conseguenze non trascurabili sulla salute oculare.

 

Cosa provoca la stanchezza oculare

L'esposizione prolungata alla luce blu emessa dagli schermi rappresenta una delle principali cause di affaticamento visivo digitale, un disturbo che si manifesta con bruciore, sensazione di occhi pesanti, visione temporaneamente sfocata e difficoltà a mettere a fuoco. Tale condizione nasce dal continuo sforzo dei muscoli oculari impegnati nella messa a fuoco, che tende ad accentuarsi quando si osservano testi o immagini in ambienti poco illuminati.

Un altro effetto piuttosto comune è la secchezza oculare, legata alla riduzione della frequenza di ammiccamento durante l'uso dei dispositivi digitali: quando le palpebre si muovono meno del normale, il film lacrimale evapora più rapidamente, lasciando la superficie dell'occhio meno protetta e più esposta a irritazioni. Se questa condizione viene trascurata a lungo, può sfociare in un'infiammazione della congiuntiva o della cornea, con conseguente aumento della sensibilità alla luce.

Nel tempo, inoltre, un'esposizione eccessiva e non controllata alla luce blu potrebbe favorire processi degenerativi a carico della retina, sebbene si tratti di effetti che richiedono anni di sovraesposizione per manifestarsi in modo significativo. Vale la pena ricordare che questa stessa radiazione, se assorbita nelle ore serali, interferisce anche con la produzione di melatonina, rendendo più difficile prendere sonno e peggiorando la qualità del riposo notturno.

 

Abitudini utili da adottare

Alcuni piccoli accorgimenti quotidiani possono fare una differenza concreta nella prevenzione dei disturbi legati all'uso prolungato degli schermi.

È sicuramente utile distogliere lo sguardo dal monitor ogni venti minuti per circa venti secondi, fissando un punto lontano: questa pausa permette ai muscoli oculari di rilassarsi e riduce sensibilmente la tensione accumulata.

Anche la distanza dal dispositivo gioca un ruolo determinante:

  • per i computer è consigliabile mantenersi tra i 50 e gli 80 centimetri;
  • per smartphone e tablet la distanza minima dovrebbe essere di circa 30 centimetri, posizionando sempre lo schermo alla stessa altezza dello sguardo.

È altrettanto importante evitare di utilizzare i dispositivi in ambienti poco illuminati per non sovraccaricare gli occhi con un contrasto troppo marcato tra la luce dello schermo e quella circostante.

Inoltre, ricordarsi di sbattere le palpebre con maggiore regolarità favorisce il rinnovo del film lacrimale, così come impostare la modalità filtro luce blu, oggi disponibile sulla maggior parte dei dispositivi, contribuisce ad attenuare l'intensità delle radiazioni, soprattutto nelle ore serali.

Per chi desidera una protezione più costante, esistono lenti oftalmiche dotate di filtro specifico, disponibili anche senza gradazione, che schermano parzialmente la luce emessa dagli schermi rendendo la visione più confortevole.

 

Quando ricorrere a un collirio

Quando la sensazione di secchezza si fa più insistente, ricorrere a soluzioni lubrificanti o lenitive specifiche può offrire un sollievo immediato e favorire il ripristino del naturale film lacrimale.

Le lacrime artificiali a base di acido ialuronico, per esempio, sono formulate per idratare la superficie oculare senza risultare irritanti, risultando adatte anche a un uso frequente durante la giornata. Anche i colliri a base di sostanze lenitive naturali possono contribuire a ridurre il fastidio, mentre le formulazioni rinfrescanti risultano utili per regalare una sensazione di immediato benessere in caso di affaticamento visivo accumulato.

È bene invece evitare l'uso frequente di colliri contenenti cortisonici o vasocostrittori senza il parere di uno specialista, poiché un utilizzo scorretto potrebbe alterare l'equilibrio naturale dell'occhio.

Quando il fastidio persiste nonostante le precauzioni adottate, o si accompagna a un calo della vista, arrossamento marcato o dolore, è opportuno rivolgersi a un oculista per una valutazione più approfondita.

 

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