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Caffè sì o no? Come influisce veramente sulla salute
Il caffè è una delle bevande più consumate al mondo e accompagna la quotidianità di milioni di persone. Spesso al centro di dibattiti contrastanti, viene considerato da alcuni un alleato del benessere e da altri una cattiva abitudine: in realtà, il suo impatto sulla salute dipende in larga parte dalle quantità assunte e dal contesto individuale.
Benefici del caffè
Se consumato con moderazione, il caffè può offrire diversi benefici all’organismo: il principale principio attivo è la caffeina, una sostanza stimolante che agisce sul sistema nervoso centrale migliorando lo stato di vigilanza, l’attenzione e la capacità di concentrazione. Per questo motivo, una tazza di caffè può aiutare a contrastare la stanchezza mentale e a sostenere la performance cognitiva, soprattutto nelle prime ore della giornata.
Oltre alla caffeina, il caffè contiene polifenoli, noti per la loro azione antiossidante, che contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo, un processo coinvolto nell’invecchiamento cellulare e in numerose condizioni croniche. Grazie a tali sostanze, il consumo moderato di caffè è stato associato a un possibile effetto protettivo nei confronti di alcune patologie metaboliche.
La caffeina, inoltre stimola la termogenesi e può migliorare temporaneamente l’utilizzo dei grassi come fonte di energia, soprattutto se assunta prima dell’attività fisica.
Caffè e salute epatica
Un altro aspetto interessante riguarda la salute del fegato: alcune evidenze suggeriscono che un consumo regolare ma controllato di caffè possa essere associato a una migliore funzionalità epatica, grazie all’azione combinata di caffeina e antiossidanti. In genere, i benefici si osservano con un’assunzione di circa 1-2 tazzine al giorno, quantità considerata sicura per la maggior parte degli adulti sani.
Caffè: cosa succede se si esagera
Quando il consumo di caffè supera le dosi consigliate, gli effetti positivi possono lasciare spazio a disturbi e controindicazioni. Un eccesso di caffeina, infatti, può provocare nervosismo, irritabilità, tachicardia e difficoltà di concentrazione, soprattutto nei soggetti più sensibili. Anche il sonno può risentirne: bere caffè nelle ore serali può interferire con l’addormentamento e ridurre la qualità del riposo.
Dal punto di vista gastrointestinale, il caffè stimola la secrezione acida dello stomaco, quindi, un’assunzione eccessiva può peggiorare sintomi come bruciore, reflusso o gastrite, specialmente se consumato a digiuno.
In generale, un consumo abituale elevato può portare a dipendenza e, in caso di sospensione improvvisa, a sintomi come mal di testa, stanchezza e calo dell’umore. Per questo motivo, è importante mantenere un rapporto equilibrato con il caffè, adattandone il consumo alle proprie esigenze e condizioni di salute.
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