I nostri consigli

Come cambiano i nostri ormoni con le stagioni
25 nov 2025

Come cambiano i nostri ormoni con le stagioni

L’organismo umano segue ritmi ciclici influenzati dal susseguirsi delle stagioni: la quantità di luce, la temperatura e le abitudini quotidiane, infatti, modificano il funzionamento dell’“orologio biologico”, incidendo sulla secrezione di alcuni ormoni chiave.

Questi ultimi regolano fame, energia mentale, qualità del sonno e, in molti casi, anche il tono dell’umore: cerchiamo di capire come cambiano e come influenzano le nostre giornate.

Melatonina

La melatonina è l’ormone che scandisce il ritmo sonno-veglia: viene prodotta principalmente durante le ore di buio e raggiunge il suo picco nelle prime ore della notte. Con l’arrivo dell’inverno, quando le giornate si accorciano, l’organismo tende a sintetizzarne quantità più elevate per un periodo più lungo: questo fenomeno può favorire una maggiore propensione al sonno, una sensazione di stanchezza anticipata e, in alcuni soggetti, un lieve calo dell’energia durante il giorno.

Al contrario, la luce più intensa e prolungata della primavera e dell’estate riduce la produzione di melatonina, facilitando il risveglio e aumentando lo stato di veglia: l’esposizione solare stimola le cellule retiniche che, tramite l’ipotalamo, inviano segnali alle aree del cervello responsabili della regolazione ormonale.

Ricordiamo che anche l’uso di dispositivi digitali nelle ore serali può interferire con questi meccanismi: la luce blu degli schermi inibisce la secrezione di melatonina, ritardandone il naturale incremento e rendendo più difficile l’addormentamento.

Cortisolo

Il cortisolo è uno degli ormoni più sensibili ai cicli stagionali e ha un ritmo circadiano definito: raggiunge il suo picco al mattino e diminuisce gradualmente nel corso della giornata. Durante l’inverno, però, la sua produzione aumenta, come conseguenza di una risposta fisiologica del corpo al freddo. Il cortisolo, infatti, favorisce l’accumulo di grasso addominale, e il tessuto adiposo, agisce come isolante termico, una caratteristica che l’essere umano ha sviluppato con l’evoluzione.

La maggiore secrezione invernale di cortisolo può contribuire a variazioni dell’appetito e a una più marcata ricerca di cibi ricchi di carboidrati, proprio perché il corpo percepisce il bisogno di mantenere costante la temperatura e tende quindi a preferire alimenti più calorici. Con l’arrivo della primavera, la curva del cortisolo si riequilibra, facilitando una riduzione del peso corporeo in chi segue una dieta ipocalorica e migliorando la gestione dell’energia durante la giornata.

Serotonina

La serotonina, conosciuta come il “neurotrasmettitore del benessere”, è profondamente influenzata dalla quantità di luce diurna. Nelle stagioni luminose, l’organismo ne sintetizza di più grazie all’aumento dell’attività della retina e dell’ipotalamo: l’esposizione solare potenzia la conversione del triptofano, un amminoacido, in serotonina, favorendo buon umore, maggiore motivazione e riduzione della sensazione di fame.

Durante la primavera, l’aumento della serotonina si accompagna spesso a un maggiore desiderio di attività sociali e a un incremento della vitalità. Nelle donne, questa fase è spesso associata a variazioni del ciclo mestruale e a un aumento degli ormoni sessuali come estrogeni e androgeni, che possono influenzare ritenzione idrica, sensibilità mammaria e sbalzi emotivi.

Nei mesi più bui, invece, la produzione di serotonina si riduce e può portare ad avere un umore più instabile, a una maggiore ricerca di cibi zuccherini e, nei soggetti predisposti, a sintomi da “winter blues”, cioè un calo stagionale della vitalità.

Se vuoi saperne di più, contattaci! I nostri professionisti saranno felici di aiutarti.

Tag ormoni